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[ Indice ] [ Cronistoria dell'evento del 5 maggio ]
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Caratteristiche geologiche e geomorfologiche
I rilievi montuosi dove si sono verificati gli eventi franosi del 5
maggio 1998 fanno parte tutti di una stessa dorsale (Monti Picentini) individuata dai
Monti di Avella, per ciò che riguarda S. Felice a Cancello, e dai Monti di Sarno (Pizzo
dAlvano e Monte Saro) per quel che concerne Sarno, Quindici, Siano e
Bracigliano.
Questi rilievi, da cui traggono principalmente alimentazione la falda e
le sorgenti del Fiume Sarno, rappresentano i principali massicci carbonatici che bordano e
delimitano nel tratto a Nord-Est la Piana del Sarno, topograficamente avente forma
pressoché romboidale ed una estensione territoriale complessiva di circa 200 km2;
questultima è poi delimitata nel tratto Sud-Est dalla base dei rilievi carbonatici
dei Monti Lattari, nella porzione di Sud-Ovest dal tratto di costa compreso tra Torre
Annunziata e Castellammare di Stabia e nel margine Nord-Ovest dalle falde
dellapparato vulcanico del Somma-Vesuvio.
I rilievi montuosi sopra indicati presentano caratteristiche geologiche
tipiche dellAppennino Campano, dove le rocce carbonatiche sono diffusamente
ricoperte da coltri di depositi piroclastici sciolti aventi spessori variabili, via via
decrescenti dalla Piana verso linterno della catena.
Le rocce del substrato carbonatico si presentano, nella parte più
superficiale, uniformemente degradate e fratturate per effetto dellattività
tettonica e dellazione degli agenti atmosferici che agivano su di esse quando queste
erano in affioramento.
Le coperture piroclastiche invece, di età più recente, ed
accumulatesi nei periodi di attività dellapparato vulcanico del Somma
Vesuvio, risultano essere alterate dallazione delle acque di scorrimento
superficiale ed hanno spessori decrescenti con continuità dal fondo valle verso le creste
dei rilievi.
Sulla dorsale carbonatica si osservano diverse linee di impluvio
sub-parallele, che nella parte alta si presentano poco incise, mentre verso la base
tendono ad approfondirsi in connessione con allaumento di spessore delle coperture
piroclastiche.
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La
conformazione geologica e geomorfologica del territorio appena descritta favorisce,
soprattutto in mancanza di una adeguata copertura vegetale e di unefficiente rete di
drenaggio delle acque superficiali, il verificarsi di eventi franosi di tipo colata
lungo i versanti. |
| La copertura piroclastica in tempi di magra assorbe facilmente le scarse
acque di pioggia in quanto dotata di altissima porosità; in tempi di piena pluviometrica
invece, cioè in occasione di piogge violente, la stessa coltre superficiale si satura
nella sua parte affiorante dando luogo al ruscellamento delle acque, mentre piogge lente
ed insistenti tendono
a saturarla completamente e riempiono le fratture presenti nella roccia carbonatica,
formando così unintercapedine di acqua tra i due strati che funge da superficie di
scivolamento dello strato sovrastante saturo di acqua. Si viene così a verificare una
condizione di estrema instabilità che, per cause accidentali (o determinanti)
genera il distacco, in uno più punti, di ingenti masse di materiale che con elevata
velocità ed enorme forza distruttiva, si dirige verso valle, seguendo le linee di massima
pendenza. |
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Caratteri vegetazionali
La copertura vegetale del terreno, soprattutto alberi daltro
fusto e sottobosco, svolge un ruolo decisivo per la stabilità di tali versanti,
diminuendo limpatto dellacqua piovana sul suolo, assorbendone una parte,
rallentandone la velocità di caduta e compattando lo strato più superficiale del suolo.
Il rapporto dellassorbimento delle acque tra una superficie boschiva con alberi
dalto fusto e sottobosco e una ricoperta da solo uno strato di erba e di un fattore
pari a 10. Inoltre, le linee di impluvio rappresentano vie preferenziali per il drenaggio
delle acque piovane, evitando la saturazione completa dello strato piroclastico e
lassorbimento graduale delle acque di infiltrazione nel carbonatico sottostante.
Sul versante di Quindici
la vegetazione originaria, costituita da castagni e querce e dal corrispondente
sottobosco, è stata sostituita una coltivazione di nocelleti, una vegetazione di tipo
arbustivo per impiantare la quale è stato eliminato completamente il sottobosco: questo
ha aumentato linstabilità ed il dissesto idrogeologico di tutta larea. Questo
è testimoniato dagli eventi franosi che già nel corso del 1997 si erano verificati
nellarea alle spalle dellabitato di Quindici, a nord del tratto franato il 5
maggio, e nellarea Monteforte Irpino, alle spalle dellabitato di
Taurano;
inoltre nel Novembre 97 si era verificato lo straripamento dellalveo Quindici,
che causò la morte di una giovane donna nel Comune di Lauro, e degli alvei Avella e
Gaudino, interessando i comuni di Cicciano, Camposano e Cimitile. Infine, nei primi mesi
del 1998 era stato osservato un insolito innalzamento del fondo dellalveo Quindici,
allaltezza dellabitato di Nola, che testimoniava lerosione, a monte,
dello strato superficiale della collina.
Sul versante di Sarno il
calo della superficie boschiva risale agli anni Ottanta, con numerosi incendi (gli ultimi
nei mesi di Luglio e Agosto del 97) che avevano privato completamente di radici la
vegetazione; nel 1986 una frana aveva interessato quel versante, nellarea di Palma
Campania, causando 8 morti. Inoltre la distruzione della rete idrografica dei Regi Lagni,
non solo dei canali di impluvio delle zone montuose, ma anche e soprattutto dei canali a
valle, effetto di anni dincuria e di cementificazione, ha fatto del Bacino del Sarno
una delle aree a più elevato rischio idrogeologico dItalia, con la triste media di
unalluvione allanno.
Anche il versante di S. Felice a
Cancello è stato interessato recentemente da incendi e da un
massiccio disboscamento; la zona a valle di tale abitato è caratterizzata da un forte
dissesto idrogeologico per la mancanza di una rete idrica, che determina la formazione di
veri e propri invasi di acque bianche e nere la cui presenza ha generato un incombente
rischio ambientale e sanitario. Distruzione della vegetazione spontanea e del sottobosco
per incendi e per sostituzione con colture più redditizie, mancanza di manutenzione della
risorsa boschiva, mancanza di manutenzione e pulizia di canali di drenaggio e della rete
idrografica, sia a valle che a monte: questi gli elementi antropici che hanno fatto
scivolare su un cuscinetto di acqua lo strato di materiale piroclastico dai versanti verso
valle, rendendo possibile la formazione di quella colata di fango assassina che ha
travolto interi paesi. |
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Caratteristiche meteorologiche
Delle venti stazioni pluviometriche presenti sul territorio campano,
cinque sono situate in prossimità dellarea interessata dagli eventi franosi del 5
maggio.
Nella zona pedemontana compresa tra Quindici, Sarno, Siano,
Bracigliano, i valori totali massimi di pioggia per i giorni 4 e 5 maggio 1998 oscillano
tra i 120 e i 140 mm; per le zone montane manca una rete di monitoraggio, ma interpolando
i dati disponibili si può stimare un livello massimo di circa 170 mm.
I valori massimi storici mostrano che il tempo
di ritorno associabile alle precipitazioni di 120 mm presso
Avella,
stimato sulla base dei dati relativo al periodo 1951 1993, e dellordine di 10
15 anni. Dunque gli eventi piovosi del 4 e 5 maggio 1998, anche se intensi, non
possono essere definiti eccezionali per
quellarea se non in considerazione del periodo, visto che la maggior parte degli
eventi estremi si verifica in autunno o in inverno e non nel mese di maggio.
Va segnalato, inoltre, che il mese precedente, aprile 1998, era stato
caratterizzato da piogge intense ma comunque inferiori rispetto ai massimi storici del
mese, che superano i 200 mm.
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Precipitazioni totali registrate nei giorni 4 e 5 maggio 1998 (mm.totali)
STAZIONE |
BACINO |
COMUNE |
PROV |
ALTEZZA
(m s.l.m.) |
Precipitazioni (mm) |
AVELLA |
Regi Lagni |
Avella |
AV |
198 |
120.0 |
SARNO |
Sarno |
Sarno |
SA |
46 |
104.4 |
S.MAURO |
Cavaiola |
Nocera Inf. |
SA |
31 |
93 |
S.PIETRO |
Solofrana |
Montoro Sup. |
AV |
315 |
122.2 |
PONTE
CAMERELLA |
Cavaiola |
Nocera Sup. |
SA |
97 |
93.6 |
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