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[ Indice ] [ Le Foto del Disastro ]

 

Dopo settantadue ore di pioggia lenta ed incessante le fratture del substrato calcareo si sono riempite d'acqua, il materiale piroclastico superficiale è saturo di acqua e tra i due strati si è formato un cuscinetto di acqua.
Dalla strada che attraversa la montagna del Pizzo d'Alvano (sul versante di Sarno) a quota 900 metri, in corrispondenza dei canali di impluvio cominciarono a scivolare zolle dello strato superiore piroclastico.
Ma i canali di impluvio non erano liberi e non riuscirono a ricevere tutto il materiale distaccatosi che cominciò ad esondare dagli stessi canali sulle pendici della montagna trascinando con se anche il materiale piroclastico circostante, formando una colata di fango e acqua che aumenta sempre di più di forza, volume e velocità.

Nel suo percorso la colata aumentava di volume, per un totale stimato di qualche milione di metri cubi, trovando abitazioni e strade asfaltate che non fanno altro che aumentare la velocità, fino ad una velocità media stimata tra i cinquanta e i sessanta chilometri orari.

Al fine di meglio comprendere la sequenza degli eventi viene di seguito proposta una cronistoria di quelle ore che hanno di fatto segnato in maniera indelebile la memoria delle popolazioni e la morfologia dei territori di Sarno, Siano, Bracigliano e S. Felice a Cancello.


Ore 14.00 :

nel Comune di Quindici il Sindaco si accorge che il livello dell'acqua dei canali  sta salendo rapidamente ed avverte i Vigili del Fuoco; gli abitanti delle case più
vicine al torrente vengono avvisati.

Ore 15.00 :

dalla Contrada Fosso Cerasole si stacca la prima frana che sfiora alcune case
del centro storico; si sentono in lontananza i primi boati.

Ore 16.00 :

la pioggia si abbatte con violenza sulle zone comprese tra Sarno, Bracigliano,
Siano.

Ore 16.30 :

il parroco del Duomo di Episcopio chiama i Vigili urbani intimorito per la troppa
acqua che scende dal Monte Pizzo d'Alvano ma questi gli rispondono di non
preoccuparsi. Intanto da Bracigliano arriva alla Prefettura di Salerno la prima
comunicazione del disastro in corso.

Ore 16.45 :

il Dottor Coppola, funzionario della Polizia di Sarno, informa la Prefettura di
Salerno di frane a Sarno e Bracigliano

Ore 17.00 :

dopo un forte boato, una frana precipita a valle invadendo, nel Comune di
Sarno, le località Curti e Viale Margherita travolgendo diverse abitazioni. Si
segnalano le prime vittime; arrivano notizie di una frana anche a Siano

Ore 17.40 :

raggiunto al telefono dalla Prefettura di Salerno, il Sindaco di Sarno assicura il
raggiungimento dell’area di interessata dalla frana ed il pronto intervento dei
soccorsi.

Ore 18.00 :

si abbatte su Quindici l’onda più violenta di acqua e detriti; saltano le
comunicazioni, il paese è sommerso dal fango. Quasi contemporaneamente una seconda più violenta colata di fango raggiunge Episcopio (frazione di Sarno), Siano e Bracigliano.

Ore 18.30 : convocazione del Centro Coordinamento Soccorsi da parte del Prefetto presso la Prefettura di Salerno
Ore 18.50 :




Ore 19.00
:

 

costituzione del Centro Coordinamento Soccorsi, quando ormai all’ospedale Villa Malta di Sarno cominciano ad arrivare i primi feriti e Viale Margherita è devastato dal fango.

sulla base di notizie informali dalla responsabile dell’Ufficio Volontariato del Dipartimento di Protezione Civile di Roma, Dottoressa Cologgi, sono allertate le associazioni di volontariato;

Ore 19.20 :

il Sindaco di Sarno comunica alla Prefettura che nella frana sono coinvolte solo automobili.

Ore 20.00 :

avvisati del disastro in atto, i primi nuclei di volontari (la Colonna del Vesuvio composta da 12 associazioni locali e i Vigili del Fuoco in congedo) raggiungono l’area della frana.

Ore 20-24:

 

Ore 20.30 :


Ore 20.30 :

quattro ore di terrore, boati, frane, morti. Alle 20.00 la frana travolge S.Vito ed Episcopio, frazioni di Sarno. A Quindici intanto la tragedia è compiuta, mentre i soccorsi continuano a tardare e ci si affida alla disperazione ed al coraggio dei volontari.

il fango invade le strade di Sarno, la gente è in preda al panico, si segnalano morti in via Curti.

black-out elettrico nel centro di Sarno, la Prefettura è informata ma sottovaluta il problema; la luce tornerà solo alle 24.00.

Ore 21.00 : presso l’Ospedale Villa Malta è un continuo arrivo di feriti ed ambulanze. I medici lanciano l’allarme ai responsabili dell’ASL, che rispondono di non preoccuparsi; le ruspe scavano già davanti al Duomo pieno di gente che vi si era rifugiata.
Ore 22.30 : il Prefetto di Salerno invia il primo fax al Dipartimento della Protezione Civile in cui si informa "di consistenti movimenti franosi a Bracigliano, Sarno e Siano" e si comunica "l’evacuazione di alcuni nuclei familiari ricoverati presso istituti scolastici" e "la richiesta all’esercito di 300 lettini".

Ore 24.00
:


crolla l’Ospedale Villa Malta di Sarno, medici ed infermieri vengono travolti dall’ultima frana staccatasi dal monte Saro. Mancano i soccorsi. Il primo elicottero sorvola Quindici all’una e poi si dirige sull’altro versante della montagna, verso Sarno. In sevizio ci sarebbero altri cinque elicotteri, ma non sono abilitati a volare di notte e sorvoleranno la zona solo alle 6.00 del mattino.

Ore 0.40  : il Vicesindaco di Sarno chiede alla Prefettura urgenti soccorsi.
Ore 3.00 :

l’assessore regionale Grillo invia un fax a 300 Comuni per avvertirli dell’allarme.

Ore 3.50 :

il Prefetto di Salerno invia un secondo fax alla Protezione Civile, aggiornandola sulla situazione.
Questa breve cronologia fotografa con drammatica efficacia la tragedia del 5 maggio, il ritardo dei soccorsi, le responsabilità di chi ha tardato ad intervenire od ha sottovalutato l’evento.
Da qui si deve partire per tentare di capire i perché di un disastro che forse, nelle sue dimensioni, non poteva essere previsto, ma che certamente poteva essere evitato preoccupandosi prima e meglio di mettere in sicurezza un territorio devastato da decenni d’incuria e di illegalità, e le cui conseguenze si potevano limitare intervenendo con tempestività.



 
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